Il Conservatorio Luisa D’Annunzio di Pescara

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LA STORIA DEL CONSERVATORIO
conservatorioTra il colle S. Silvestro e quello del Telegrafo si estende la città di Pescara, in una bella vallata al cui centro scorre il fiume omonimo. Sulla foce del fiume, un tempo chiamato Aterno, molto importante già in epoca romana, il nucleo primordiale si espanse rapidamente prendendo il nome Ostia Aternum, divenendo un emporio marittimo dei Vestini, dei Marrucini e dei Frantani.

Intorno al 1500, dopo la conquista dei Normanni, passò sotto il dominio spagnolo e Carlo V ordinò la costruzione della fortezza, di importanza strategica. La città apparteneva al marchese d’Avalos, nominato da Carlo V ed era presidiata da soldati spagnoli e, a quel tempo,si trovava in una zona paludosa in cui infieriva la malaria.

E’ doveroso ricordare l’eroismo di Ettore Carafa di Ruvo, giustiziato a Napoli con Gabriele Manthonè, altro eroe pescarese, Ministro della guerra della Repubblica Partenopea.

Sotto il dominio dei Borboni, Pescara fu bagno penale e vi furono trasferiti tutti i patrioti del Risorgimento a languire e a morire nella celle di quel famoso edificio definito “Spielberg d’Abruzzo”. Il 17 ottobre 1860, la fortezza venne smantellata e le mura abbattute e si prese in considerazione l’idea, sempre suggerita dal re, di costruire un porto che avrebbe fatto di Pescara la più grande città d’Abruzzo. Vittorio Emanuele II inaugurò nel 1863 una ferrovia che avrebbe portato a grandi sviluppi commerciali e a numerose attività industriali.

Castellammare, piccolo centro agricolo in provincia di Teramo gravitava intorno alla Madonna dei Sette Dolori, mentre il vasto arenile era occupato da ville, tra cui Villa Sabucchi, Villa Muzii e Villa De Risesi. Lo scalo ferroviario innescò un processo di trasformazione che porterà all’espansione dai colli alla fascia costiera, mentre intorno alla stazione nascevano numerose attività. Anche a Castellammare venivano tracciate nuove strade e bonificati arenili, costruiti numerosi villini e la Fornace Hoffmann di Forlani (1883). L’unificazione dei due comuni fu attuata nel 1927. Lo sviluppo di Pescara non ebbe freni, sia dal punto di vista industriale (industria dei laterizi, nascita dello stabilimento Aurum), che religioso (divenne sede vescovile), che culturale (nacquero numerosi Licei e Scuole superiori).

Pescara è cresciuta in fretta e non sempre ha avuto sufficiente tempo per organizzarsi e mettere in ordine nelle proprie attività. Quando era appena nata dalla fusione dei due più antichi suoi centri storici negli anni Venti, colta dalla guerra nel suo processo di rapido sviluppo e distrutta quasi interamente, fu costretta a ricostruire daccapo, con impeto e con una rapidità ancora maggiore la propria esistenza aiutata in questo da nuove generazioni di aspiranti cittadini, giunti da ogni parte d’Italia.

Le sue tradizioni artistiche e culturali affidate sul piano nazionale, oltre che al nome del suo maggior figlio, Gabriele D’Annunzio, a quelli di Cascella, padre e figli, di Armando Carmignani, Giuseppe Di Prinzio, Vicentino Michetti, Ennio Flaiano, si sono sempre nutrite dell’opera appassionata di molti altri personaggi più modesti, senza il cui contributo oscuro e quotidiano nessuna cultura può sopravvivere.

Qui si ricerca la storia di un’iniziativa fra le più importanti, la storia di quella corporazione musicale che, nata settant’anni or sono dalla volontà di alcuni cittadini la cui memoria non può andare perduta, ha accompagnato la vita cittadina coltivando in molti suoi giovani una vocazione altrimenti destinata essa stessa a perdersi.

I musicisti formati nel Conservatorio “Luisa D’Annunzio” e sparsi in molte parti d’Italia ed all’estero testimoniano di un’azione artistica ininterrotta in questi ultimi settant’anni.

Le Amministrazioni locali, circa trent’anni or sono, si erano formalmente assunti con lo Stato il compito di provvedere alla sistemazione materiale del Conservatorio.

Il 27 gennaio 1922, nella ricorrenza del sesto anniversario della scomparsa di Luisa D’Annunzio, rispondendo ad un desiderio del Poeta, un gruppo di artisti abruzzesi a lui ben noti – Primo Riccitelli, Camillo De Nardis, Michele Cascella, Francesco Paolo Michetti, Bonaventura Barattelli – desiderava di costituire a Pescara un’associazione musicale che dalla madre di Gabriele doveva prendere il nome. Nello stesso anno, i fondatori si recavano al Vittoriale per presentare all’amato conterraneo l’iniziativa, già da lui accolta con entusiasmo e a cui egli stesso impose il nome Corporazione Musicale “Luisa D’Annunzio”. Prima della formale costituzione della Corporazione, avvenuta nel giugno 1922, così scrisse il Poeta al Sindaco di Pescara nel maggio di quell’anno: “La S.V. sa quanto sia profondo il mio amore per la mia Città natale, per il mio fiume, per la mia spiaggia, per le colline e per quel santo poggio dove mia madre mi attende”. Ma questo amore oggi trabocca di gratitudine, colmato dalla nuova testimonianza della mia Pescara, verso la memoria di Colei che il popolo chiama benedetta fra le donne. La S.V. voglia esprimere il sentimento al mobilissimo Consiglio ed assicurarlo che io darò tutte le mie forze all’alta opera. Della S.V. devoto sempre. Gabriele D’Annunzio, Gardone del Garda, Calendimaggio 1922.

Lo stesso articolo 2 dell’atto costitutivo reca la personale impronta del poeta, che così precisa le finalità della Corporazione: “Secondo lo spirito che ispirò gli Statuti del Carnaro e fece della musica una istituzione religiosa, la corporazione intende promuovere, incoraggiare, estendere la cultura musicale della Città e nella Regione, rinnovare nella popolazione il mito d’Orfeo.

L’istituzione che aveva certamente il fine di promuovere la cultura musicale, si poneva anche ulteriori obiettivi: l’articolo 1 dello Statuto ricomprendeva: “serate musicali, concerti, feste, adunanze d’arte, ricevimento d’onore ad artisti distinti”. Pescara cominciava ad avere anche una consapevolezza culturale e non aspirava alla meta ambiziosa di una scuola musicale. Pure non doveva passare molto tempo perché questa ambizione si concretasse nella fondazione di un Istituto Musicale (sovente poi lungo gli anni chiamato Liceo, anche in documenti semi ufficiali) a cui la Corporazione affidava soprattutto, via via in maniera sempre più assorbente, le proprie finalità culturali. Era il dicembre 1928. Il 30 novembre era stato pubblicato un manifesto da parte della Corporazione a firma di Berardo Montani podestà di Pescara, del Maestro Umberto Coen e di Ludovico Ciavarelli che annunciava alla cittadinanza l’Istituzione musicale. Essi ringraziavano l’allora Maestro Mulè, direttore del Conservatorio romano di “S. Cecilia” di essere largo di aiuto e di consigli degli ottimi giovani, vere speranze dell’arte, per dar vita al Liceo che sorge. Il Liceo, inaugurato con un concerto del trio Luccarini-Perini-Rosati, apriva un periodo di meritoria attività sotto la direzione del Maestro Lino Liviabella sostituito, a partire dall’autunno 1932 quando egli si trasferì a Venezia (dove ebbe la cattedra di Armonia al Liceo Musicale “Benedetto Marcello”), dal Maestro Pietro Ferro. Questi, mentre nel maggio 1933 la Corporazione veniva eretta in Ente morale con Regio Decreto n. 776, sulla base di un progressivo sviluppo artistico ed educativo del Liceo musicale, richiedeva per esso un riconoscimento giuridico. Il 30 ottobre 1935 il Liceo conseguiva tale riconoscimento da parte del delegato prefettizio, in attuazione dell’invito del Ministro dell’Educazione nazionale, disponeva il riordinamento dell’organico delle cattedre e degli uffici. Così riorganizzato, il Liceo intraprendeva un nuovo periodo di feconda attività molto più sicura dal punto di vista giuridico, alla quale corrispondevano, oltre agli esiti didattici, le affermazioni conseguite da suoi docenti ed ex allievi. Esso, nella città in rapida ascesa, soprattutto dopo la sua elevazione a quarta provincia d’Abruzzo, nel 1927, entrava a far parte a pieno titolo di un patrimonio scolastico in continuo accrescimento. Diveniva centro di studi musicali: dall’Abruzzo e dalla vicina Puglia gli allievi affluivano numerosi, mentre esso diffondeva la cultura musicale attraverso sempre più frequenti iniziative. Intanto si svolgeva una lunga azione tendente a trasformare il Liceo Musicale in Conservatorio. Essa aveva avuto fin dal 1937 quando in occasione di una collaborazione dei Martiri Pennesi, Gabriele D’Annunzio richiedeva il provvedimento al Ministro dell’Educazione nazionale. Le promesse ricevute in quell’occasione dovevano però rimanere vane per più di trent’anni. Soltanto trentadue anni dopo infatti, mutato il regime, trasformata ed arricchita la Città, l’attività della Corporazione e del Liceo riprese immediatamente dopo la guerra, confermando la tradizione di serietà che l’aveva ispirata fin dalle origini, offrì le ragioni morali e culturali che consentirono agli amministratori del Comune e della Provincia di Pescara di riuscire nell’intento.

Al Maestro Ferro seguirono come direttori i Maestri Toscano, Maini e Macchia. Durante quest’ultima direzione, durante l’anno scolastico 1965/66 per la precarietà della sede che allora era quella di Via Muzii, fu tolto il pareggiamento a causa di alcune irregolarità, quale l’inadeguato numero di classi con docenti di ruolo. Dopo gli adeguamenti edilizi e l’effettuazione di vari concorsi per le cattedre di pianoforte, viola con l’obbligo del violino, tromba e trombone, si riottenne il pareggiamento nell’anno scolastico 1968/69. L’allora sottosegretario alla Pubblica Istruzione Bellisario, nato a Lanciano, si prodigò dapprima per far riavere al Liceo il pareggiamento e successivamente per trasformarlo il Conservatorio, la cui sala gli fu in seguito intitolata in segno di riconoscenza.

Dal 1° ottobre 1969, il Liceo fu trasformato in Conservatorio musicale alle dipendenze dello Stato, con il nome di Conservatorio di Musica “Luisa D’Annunzio” diretto, salvo brevi periodi di vicariato, a partire da quall’anno, dai seguenti musicisti: Firminio Sifonia, Giuliano Silveri, Mario Domenicucci, Luciano Cerroni, Davide Liani, Nicola Jannucci, Marcella Crudeli (1988), Enrico Perigozzo (2005). Alla presidenza del Consiglio di Amministrazione si videro nominati, a partire dallo stesso anno: Gennaro D’Amico, Giustino De Cecco, Filippo De Cecco, Antonio Di Monte, ………….. Del Colle, Ciro Angelozzi, Giorgio Di Carlo, Giorgio Comani. Dopo la Legge di Riforma furono nominati Presidenti dell’Istituto Enrico Perigozzo (2005), Miriam Severini (2006), Giovanni Epifani (2007), Filippo Del Vecchio (2008), Franco Farias (2009).

Le prime sedi occupate prima della guerra furono ovviamente di fortuna: da quella di Viale D’Annunzio, a quella provvisoria dello scomparso edificio Pomponi, in Piazza 1° Maggio, nell’immediato dopoguerra. Nel momento in cui interviene la statizzazione, il Conservatorio presentava la seguente disarticolata e per nulla funzionale situazione logistica:

  • a ) sede centrale presso il Palazzo Mezzopreti di Via L. Muzii, con la coabitazione di alcuni appartamenti di proprietà dei privati;
  • b )sede del corso di organo in Via dei Peligni;
  • c ) sede della scuola media statale annessa in Via Tiepolo, collocata in un edificio di civile abitazione.

Con la stipula della convenzione tra stato ed enti locali, sottoscritta nel 1969, le Amministrazioni comunale e provinciale di Pescara si erano assunte l’onere per la costruzione della nuova sede del Conservatorio di musica “Luisa D’Annunzio” ed a cederlo in uso gratuito allo Stato per la durata di anni 99.

Negli anni successivi furono necessari carteggi, azioni, sollecitazione agli Enti, cortei per la città per superare le difficoltà ed ottenere una sede idonea, e dal 1995 il Conservatorio fu provvisoriamente ubicato nell’ex Scuola Media Muzii.

Nel febbraio 2002 l’Amministrazione comunale di Pescara, concluse le opere di restauro, consegnò al Conservatorio di Pescara il palazzo dell’ex Municipio di Castellammare, situato all’angolo di Via Muzii, che porta il nome dell’ex Sindaco Leopoldo Muzii, e Viale Bovio. L’edificio aveva ospitato, nei primi venti anni, anche la prima sede della Pretura di Castellammare, poi l’Istituto Professionale per l’industria “Ugo Dino Di Marzio” dal 1983.

Il 12 giugno 2005 fu inaugurato l’attiguo Palazzo Mezzopreti, restaurato dall’Amministrazione Provinciale e consegnato al Conservatorio con atto di convenzione sottoscritto al termine dello stesso anno dal Presidente della Provincia, Arch. Giuseppe De Dominicis, e dal Presidente pro-tempore e Direttore del Conservatorio, M° Enrico Perigozzo. L’edificio, di proprietà in passato della famiglia Mezzopreti presenta una vasta facciata a due piani movimentati da fasce rilevante e da bugnati agli spigoli e nella parte mediana, mostra chiari caratteri dell’architettura romantica.

Il 17 dicembre 2007 è stato inaugurato l’Auditorium dell’Istituto, restaurato dal Comune di Pescara. La struttura, parte integrante dell’ex municipio di Castellammare, può contenere fino a 266 ascoltatori.

Il Nuovo Sito del Conservatorio si trova qui : http://www.conservatoriopescara.gov.it